Contributi impianti natatori 2026: la misura e le risorse disponibili
I contributi impianti natatori 2026 sono disponibili: il Dipartimento per lo Sport ha pubblicato l’avviso per l’erogazione di contributi a fondo perduto destinati alle Associazioni e Società sportive dilettantistiche che gestiscono impianti natatori. Le risorse complessivamente stanziate ammontano a 4,4 milioni di euro, con contributi base che vanno da 25.000 a 60.000 euro per soggetto. La misura è finalizzata a sostenere gli enti sportivi particolarmente colpiti dall’aumento dei costi energetici e dalle misure emergenziali degli ultimi anni.
La finestra per la presentazione delle domande è aperta dal 9 ottobre al 9 novembre 2026 (ore 12:00), esclusivamente tramite la piattaforma informatica del Dipartimento per lo Sport.
Chi può richiedere i contributi impianti natatori 2026
Possono presentare domanda le ASD e le SSD che possiedono congiuntamente tutti i seguenti requisiti alla data dell’avviso:
- Iscrizione al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) verificata al 31 dicembre 2025
- Affiliazione regolare a una Federazione Sportiva Nazionale, Disciplina Sportiva Associata o Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI o dal CIP
- Oggetto sociale comprendente la gestione di impianti per lo svolgimento dell’attività natatoria
- Gestione esclusiva dell’impianto in forza di proprietà, affitto, concessione amministrativa o altro titolo giuridico idoneo
- Almeno 30 tesserati alla data dell’8 maggio 2026
Per le ASD e SSD che gestiscono piscine, il tema dei contributi si affianca oggi anche ai nuovi obblighi tecnici e gestionali dell’impianto. Sul punto può essere utile consultare il nostro approfondimento sulle nuove regole sulla sicurezza delle piscine e sui casi di chiusura degli impianti non conformi.
Quali impianti sono ammessi
L’impianto deve essere dotato di una piscina rientrante in una delle due tipologie previste dall’avviso.
Per le vasche coperte o convertibili è richiesta una lunghezza minima di 20 metri e una superficie minima di 150 mq, con copertura/scopertura certificata.
Per le vasche scoperte e riscaldate è richiesta una lunghezza minima di 25 metri e una superficie minima di 400 mq, con il requisito aggiuntivo di aver ospitato almeno una competizione di campionato nazionale in disciplina e distanza olimpica tra il 1° gennaio 2023 e l’8 maggio 2026, riconosciuta e certificata dalla Federazione competente.
Contributi impianti natatori 2026: importi e maggiorazioni
Il contributo ordinario è determinato in base alla tipologia e alla superficie della vasca:
- Vasca coperta/convertibile da 150 a 249 mq → € 25.000
- Vasca coperta/convertibile da 250 a 399 mq → € 40.000
- Vasca coperta/convertibile oltre 399 mq → € 60.000
- Vasca scoperta riscaldata → € 60.000
Sono previste due maggiorazioni cumulabili con il contributo base.
Per i gestori di più impianti è previsto un ulteriore contributo pari al 50% degli importi previsti per le fasce da 250 mq in su, in presenza di più impianti con vasca coperta non inferiore a 250 mq ubicati in sedi o località diverse.
Per le ASD e SSD con atleti di livello nazionale e internazionale è invece previsto un ulteriore contributo pari al contributo base, quando almeno un atleta tesserato abbia partecipato, tra il 1° gennaio 2023 e l’8 maggio 2026, a Giochi Olimpici, Giochi Paralimpici, Campionati del Mondo o Campionati Italiani Giovanili o Assoluti.
⚠️ Attenzione: gli importi potranno essere proporzionalmente ridotti o aumentati in relazione al numero delle domande ammesse, nel limite delle risorse complessivamente disponibili.
Come presentare la domanda
Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma informatica del Dipartimento per lo Sport all’indirizzo avvisibandi.sport.governo.it, con apertura alle ore 12:00 del 9 ottobre 2026 e chiusura alle ore 12:00 del 9 novembre 2026.
L’esattezza dei dati inseriti è responsabilità del soggetto richiedente. Il contributo viene erogato tramite bonifico bancario, per il tramite della Banca Nazionale del Lavoro, su un conto intestato al beneficiario da indicare in fase di domanda.
Documenti da allegare a pena di inammissibilità
La domanda deve essere completa della documentazione richiesta dall’avviso. In particolare devono essere allegati:
- Statuto dell’ASD o SSD richiedente
- Dichiarazione asseverata da un professionista abilitato sulle dimensioni della vasca o delle vasche per cui si richiede il contributo
- Titolo giuridico in corso di validità che legittima la gestione dell’impianto (proprietà, locazione, affitto, concessione o affitto d’azienda), debitamente registrato presso l’Agenzia delle Entrate
La verifica documentale assume quindi particolare importanza: un titolo di gestione non aggiornato, uno statuto non coerente o la mancanza dell’asseverazione richiesta possono compromettere l’ammissibilità della domanda.
Checklist operativa prima dell’invio
Prima di procedere con l’invio è opportuno effettuare un controllo completo dei requisiti e della documentazione disponibile:
- Iscrizione al RASD verificata al 31 dicembre 2025
- Affiliazione sportiva regolare e in corso di validità
- Oggetto sociale coerente con la gestione dell’impianto natatorio
- Titolo di gestione esclusiva valido e registrato presso l’Agenzia delle Entrate
- Requisiti dimensionali della vasca verificati e documentati
- Almeno 30 tesserati alla data dell’8 maggio 2026
- Dichiarazione asseverata predisposta dal professionista abilitato
- Statuto e titolo di gestione pronti per il caricamento
- Dati bancari riferiti a un conto intestato al richiedente
Attenzione anche agli aspetti fiscali dell’attività natatoria
La gestione di un impianto natatorio non presenta soltanto profili amministrativi e contributivi. Per ASD e SSD assumono particolare rilievo anche gli aspetti fiscali relativi ai corrispettivi percepiti per corsi e attività sportive.
Su questo tema abbiamo approfondito gli effetti della più recente giurisprudenza nell’articolo dedicato all’esenzione IVA per i corsi di nuoto e acquagym e alla Cassazione 2026, con particolare attenzione alla distinzione tra prestazioni rese prima e dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina.
Controlli e responsabilità
Il Dipartimento per lo Sport può effettuare controlli, anche a campione, sulla veridicità delle dichiarazioni rese.
Possono inoltre essere richieste rettifiche, dichiarazioni integrative, esibizioni documentali, accertamenti tecnici e ispezioni. Le dichiarazioni mendaci e l’uso di atti falsi comportano le responsabilità previste dal DPR 445/2000.
Per questo motivo, prima dell’invio della domanda è opportuno verificare non soltanto la presenza formale degli allegati, ma anche la piena corrispondenza tra quanto dichiarato, la situazione effettiva dell’impianto e i dati risultanti dalla documentazione societaria e sportiva.
Conclusioni
I contributi impianti natatori 2026 rappresentano un’opportunità significativa per le ASD e SSD che gestiscono piscine e strutture natatorie, con contributi base compresi tra 25.000 e 60.000 euro e ulteriori maggiorazioni in presenza delle condizioni previste dall’avviso.
La finestra temporale è però limitata: le domande devono essere presentate entro le ore 12:00 del 9 novembre 2026.
Prima dell’invio è quindi essenziale verificare attentamente l’iscrizione al RASD, l’affiliazione, il titolo di gestione dell’impianto, il numero dei tesserati, le caratteristiche della vasca e la completezza della documentazione richiesta.
Studio Vincitorio – Area Consulenza Perugia e Roma
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