Agenzia Entrate e intelligenza artificiale: esclusi i controlli automatizzati su conti correnti e social network
Con un comunicato stampa del 27 maggio 2026, l’Agenzia Entrate intelligenza artificiale sono diventati protagonisti di un chiarimento ufficiale atteso da molti contribuenti e professionisti. L’Amministrazione finanziaria ha definito pubblicamente i limiti dell’IA nelle proprie procedure di controllo, smentendo alcune notizie circolate nelle settimane precedenti su presunte attività di monitoraggio massivo di conti correnti e profili social.
1. Il quadro normativo: Agenzia Entrate intelligenza artificiale e legge n. 132/2025
Il comunicato richiama espressamente la legge n. 132/2025, che introduce un divieto perentorio nell’ordinamento fiscale italiano:
- è espressamente vietato l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per l’elaborazione e la creazione di provvedimenti amministrativi;
- nessun atto di accertamento può derivare da un processo decisionale automatizzato o guidato da algoritmi sostitutivi dell’attività umana.
Il principio è chiaro: l’IA può supportare l’attività istruttoria, ma la decisione finale deve sempre essere il risultato di una valutazione umana. Qualsiasi provvedimento emesso in violazione di questo principio sarebbe illegittimo e impugnabile.
2. Agenzia Entrate intelligenza artificiale: escluso il data scraping sui social
Un punto cruciale riguarda la raccolta di dati dalle piattaforme online. L’Agenzia ha smentito categoricamente l’esistenza di attività di data scraping — la raccolta massiva di informazioni personali dai social network.
La legislazione italiana non prevede la possibilità di acquisire dati presenti sui social network a fini di verifica fiscale. Di conseguenza, l’organo di controllo non ha mai attuato iniziative finalizzate ad attingere a tali fonti per scopi tributari.
Sul piano pratico:
- post, foto e informazioni pubblicate sui social non possono essere oggetto di raccolta sistematica automatizzata da parte dell’AdE;
- eventuali utilizzi episodici restano nell’ambito dell’attività investigativa tradizionale, non di sistemi algoritmici automatizzati.
Per approfondire il quadro normativo sulla protezione dei dati: Garante per la protezione dei dati personali
3. Smentita l’esistenza dell’algoritmo sui conti correnti
Il punto più atteso riguarda le indiscrezioni su un presunto software di analisi automatica dei flussi finanziari. L’Agenzia ha dichiarato del tutto infondata la notizia secondo cui le Entrate disporrebbero di un algoritmo denominato “Verifica rapporti addestrati” per il setacciamento automatico dei conti correnti.
Restano pertanto escluse da scansioni algoritmiche automatizzate:
- i singoli bonifici bancari ricevuti o inviati;
- le spese correnti e i versamenti di denaro sul conto;
- gli acquisti di beni di lusso effettuati dai contribuenti.
4. Agenzia Entrate intelligenza artificiale: cosa cambia nella pratica
Il comunicato non elimina i poteri di controllo dell’Agenzia, che restano intatti. Chiarisce però i confini entro cui possono essere esercitati con strumenti tecnologici avanzati.
- Le indagini finanziarie tradizionali restano operative. L’Agenzia può richiedere i dati dei conti correnti attraverso le procedure ordinarie (art. 32 DPR 600/1973), ma non tramite sistemi automatizzati.
- L’incrocio delle banche dati rimane lo strumento principale. L’IA è utilizzata per analisi statistiche e selezione dei soggetti da controllare, non per emettere atti impositivi.
- Il contraddittorio preventivo è sempre necessario. Il contribuente ha diritto a essere sentito prima dell’emissione di qualsiasi provvedimento.
- I social restano utilizzabili in modo tradizionale. Un verificatore può visionare manualmente profili pubblici, ma non tramite raccolta massiva automatizzata.
Per consultare la normativa fiscale vigente: Agenzia delle Entrate
5. Il commento dello Studio Vincitorio
Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate è benvenuto e opportuno. La diffusione di notizie imprecise sui poteri di controllo dell’IA aveva generato preoccupazioni infondate tra i contribuenti, accanto a una sottovalutazione dei reali strumenti di accertamento disponibili.
La verità è più equilibrata: l’intelligenza artificiale supporta l’analisi del rischio e la selezione delle posizioni da esaminare, ma non sostituisce il giudizio umano nell’atto finale. I contribuenti in regola non hanno motivo di preoccuparsi. Chi presenta irregolarità deve sapere che gli strumenti di incrocio delle banche dati — pur nei limiti chiariti — sono sempre più efficaci.
Per valutazioni sulla propria posizione fiscale, contatta lo Studio Vincitorio Area Consulenza – Perugia e Roma.
Telefono: 075 5000093 — Web: studiovincitorio.it
Articolo a finalità informativa. Per valutazioni specifiche contattare un professionista abilitato. Aggiornato a giugno 2026.

